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Il Consiglio nazionale dell’informazione statistica (Cnis) è l’organo che supervisiona le indagini della statistica pubblica. Analizzando le esigenze degli attori della società, contribuisce all’elaborazione annuale di un programma di lavori e indagini statistiche per comprendere la società in ambito sociale ed economico. Per ogni nuova indagine esaminata, la discussione riguarda la finalità del progetto, il suo posto nel sistema informativo e le condizioni previste per la sua diffusione. Il Cnis verifica l’opportunità di ogni operazione accertandosi che risponda a un’esigenza di interesse generale e non duplichi altre fonti esistenti.
Il Comitato del marchio vigila poi sul rispetto dei criteri di qualità statistica. Parallelamente, il ricorso a dati sensibili, anche come dati intermedi, è sottoposto al controllo del Comitato del segreto statistico. Questa procedura è richiesta per ogni nuovo progetto, per ogni modifica di un trattamento esistente e, a intervalli regolari, anche per i progetti riproposti identici.

Censimento delle persone senza dimora

Il censimento della popolazione è organizzato a partire da un’indagine campionaria su persone che vivono in abitazioni, ordinarie o situate in comunità. Come si possono allora prendere in considerazione le persone che non dispongono di un’abitazione? Nel 2001, nel 2012 e nel 2025 l’Insee ha condotto, con alcuni partner, l’indagine campionaria «Senza dimora», avvalendosi delle associazioni e delle strutture di assistenza ai senzatetto per intervistare i loro beneficiari. Nell’indagine, le persone senza dimora sono quelle che hanno trascorso la notte precedente il giorno dell’indagine in un servizio di accoglienza o in un altro luogo non destinato all’abitazione, come una stazione ferroviaria, una stazione della metropolitana, la strada, un parco, un bosco o un parcheggio. È stato adottato un campionamento a due stadi: prima sono state estratte casualmente le strutture di assistenza — di accoglienza, ristorazione, assistenza diurna, unità mobili… — poi sono state selezionate casualmente le persone che frequentavano la struttura campionata in un determinato giorno, per esempio scegliendo 1 persona su 10 nell’ordine di arrivo. Circa 17 000 persone hanno risposto all’indagine nel 2025. I primi risultati saranno disponibili alla fine del 2026.

Come raccogliere?

Le indagini dell’Insee si svolgono tramite visite a domicilio degli intervistatori e colloqui faccia a faccia, ma anche, sempre più spesso, tramite interviste telefoniche e l’invio di questionari via Internet. È quella che si chiama raccolta multimodale. Permette innanzitutto di ridurre le mancate risposte raggiungendo in modo ottimale diversi segmenti della popolazione. Ma ogni modalità di raccolta adottata presenta anche inconvenienti specifici, che producono «distorsioni»: nei colloqui faccia a faccia può esserci una distorsione dovuta alla desiderabilità sociale, poiché chi risponde fornisce quella che ritiene essere la risposta «giusta». È inoltre una tecnica in cui la riservatezza è minore e che presenta quindi maggiori rischi se la domanda è delicata. Al telefono può manifestarsi un effetto di «minore sforzo», per cui chi risponde replica rapidamente e senza riflettere, per sbarazzarsi del compito. Su Internet, gli intervistati non hanno l’assistenza immediata di un intervistatore e possono quindi introdurre errori di misurazione o rinunciare più facilmente a rispondere ad alcune domande. Nessuna modalità è dunque perfetta!