È in corso un importante piano di ristrutturazione del Grand Palais, che riguarda in particolare il Palazzo della scoperta. Quest’ultimo chiuderà i battenti nel settembre 2020 e li riaprirà solo nel 2024.
Se si dà credito al Progetto scientifico e culturale, lo spirito del fondatore Jean Perrin sarà preservato e la finalità di questa ristrutturazione «consiste nel mostrare la scienza in divenire, grazie a dimostrazioni realizzate da mediatori, e nel proporre un’esperienza immersiva»
Molti scienziati sono tuttavia preoccupati per il futuro di questo museo. Un appello firmato da ventiquattro società scientifiche rileva che, in quarant’anni, le superfici destinate al pubblico sono passate da 11 000 m2 a 7 000 m2 e chiede che il Palazzo resti «un luogo che mette i cittadini in contatto con le scienze fondamentali»; i firmatari aggiungono che «la principale modalità di interazione deve restare la mediazione umana \[…\] sfruttando al tempo stesso le tecnologie digitali per migliorare ulteriormente l’esperienza del visitatore».
È importante restare vigili ed esigere che le intenzioni espresse nel Progetto scientifico e culturale non vengano distorte da una visione troppo superficiale della divulgazione scientifica.





