Nuovo linguaggio corporeo per un balletto… abbagliante ----------------------------------------------------
Il coreografo britannico Wayne McGregor e l’artista visivo danese Olafur Eliasson hanno inventato nuovi linguaggi coreografici, intrecciando arti visive e tecnologia scientifica nel balletto Tree of Codes, presentato di recente all’Opéra di Parigi.
Il tema è ispirato al romanzo americano The Street of Crocodiles di Bruno Schulz (Penguin, 1977), in cui l’autore ha ritagliato il libro per estrarne parole e locuzioni dal loro contesto, un po’ come fece Raymond Queneau nel 1961 per la sua raccolta Cent mille milliards de poèmes, che, isolate, assumono un significato diverso. La scenografia di questa coreografia ricorre ampiamente a configurazioni geometriche care a Eliasson: fasci di cerchi, rette parallele e perpendicolari, immagini caleidoscopiche…
Quanto basta per appagare l’occhio di un geometra, sempre che non resti troppo abbagliato dalla violenza dei giochi di luce.
Leonardo da Vinci danzante ----------------------------
Giunta di recente in tournée nel Sud della Francia, la compagnia spagnola Aracaladanza, che aveva già lavorato ispirandosi alle opere di Joan Miró, si ispira stavolta all’opera di Leonardo da Vinci. Nel suo spettacolo Vuelos snoda così un’intera serie di scene che riprendono disegni e schizzi dell’artista fiorentino, soprattutto quelli che, come indica il titolo dello spettacolo, riguardano gli oggetti volanti inventati dal grande Leonardo.