Il 2019 segnerà il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci al Clos Lucé. In tale occasione, centinaia di eventi, soprattutto nella Valle della Loira, renderanno omaggio all’inventiva visionaria di questo genio universale del Rinascimento. Artista, ingegnere, inventore, architetto: fu ben più di questo. Nelle sue molteplici vite lanciò migliaia di idee in ogni campo, in particolare in un campo in cui eccelleva: il disegno. A lui dobbiamo non una, bensì diverse interpretazioni della nozione di prospettiva, alcune delle quali assai innovative.
Iniziare con la prospettiva classica
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Una cosa è certa: Leonardo da Vinci, ingaggiato tra il 1482 e il 1499 come «pittore e ingegnere» del duca di Milano, in quel periodo si interessò molto alla geometria. Lesse i trattati di architettura e pittura
De re aedificatoria e
De pictura del suo contemporaneo Alberti, nei quali questo matematico e teorico delle arti codifica la prospettiva a punto di fuga. Illustrò persino con una sessantina di tavole raffiguranti magnifici poliedri in prospettiva il libro di Luca Pacioli (vedi l’articolo «
Lo sviluppo piano dei poliedri! ».