Anzitutto la prospettiva: la geometria si mette al servizio della pittura. Sfogliando i suoi codici, scopriamo che usa ancora la matematica per progettare opere architettoniche. Ispirandosi a Vitruvio, è affascinato dalle proporzioni del corpo umano e concepisce l’«Uomo vitruviano», inscritto nel cerchio e nel quadrato.
Leonardo musicista è meno noto. Amava suonare la lira da braccio, ma anche dipingere ascoltando musica: per lui, musica e pittura procedono di pari passo. Sempre alla ricerca di analogie tra le discipline, cerca di definire una «prospettiva acustica» oppure, come ha detto così bene Paul Valéry, tenta «di stabilire relazioni tra cose di cui ci sfugge la legge di continuità».
Purtroppo, della sua opera in campo musicale resta ben poco, se non alcuni schizzi di strumenti musicali rivoluzionari che non videro mai la luce.
La profusione di idee di Leonardo da Vinci non è in realtà che la manifestazione, in diversi ambiti, della sua ricerca dell’armonia del mondo, e la matematica è il segreto per comprenderla.

Vetrata «Il regno di Francesco I º», manifattura di Sèvres, 1847

(Leonardo da Vinci morente tra le braccia di Francesco I º ).