Già nel 1990 sviluppò, insieme al suo complice Pierre Audin, uno dei primi strumenti importanti per dare agli studenti delle scuole superiori accesso al mondo della ricerca: MATh.en.JEANS (il suo credo: «Fare matematica mettendo in rete istituti e nuovi approcci al sapere»). Questa associazione, più attiva che mai e oggi cresciuta enormemente, offre agli studenti l’inestimabile possibilità di svolgere, affiancati da un matematico esperto, attività di avviamento alla ricerca per l’intero anno scolastico e, circostanza eccezionale per loro, di presentare i propri risultati durante un congresso annuale. Nella sua attività professionale, Pierre costruì ponti tra le teorie dei nuclei e quella dei grafi perfetti. Più di recente, si interessava ai fondamenti di concetti di convessità discreta. Seguì una decina di tesi di dottorato in combinatoria e una in didattica della matematica. Pierre aveva un’inventiva inesauribile e progetti fino alla fine del secolo. La matematica perse uno dei suoi ambasciatori più preziosi. Per rendergli omaggio, Tangente mette a disposizione sul proprio sito la lunga e appassionante intervista che accettò di concederci nel 2009 (si veda anche Mathématiques discrètes et Combinatoire, Bibliothèque Tangente 39, 2010, pagine 126-134).

Pierre Duchet (1949–2018),

a sinistra, si entusiasma per una creazione dell’incisore di formule Patrice Jeener.