I dati, sempre più numerosi, sono diventati inaccessibili all’analisi diretta umana. Gli aggregatori di contenuti sono programmi che selezionano i flussi d’informazioni, consentendo a un operatore umano una visione d’insieme altrimenti impossibile. Ne esistono praticamente in ogni settore.
Fondata nel 2021, la giovane impresa Datapolitics si è specializzata nella politica, con l’intento di mettere la scienza dei dati al servizio del dibattito pubblico. Grazie agli algoritmi, l’aggregatore Hedwige, chiamato così in omaggio alla civetta della saga «Harry Potter» di Joanne Rowling, fornisce cifre utili a far progredire l’indagine. Hedwige si nutre d’informazioni quantitative, come i sondaggi, ma analizza anche il linguaggio dei discorsi e degli interventi di figure politiche diffusi sui social network.

Antoine Bacalu e Hugues de Mazancourt sono i fondatori del progetto. Il primo è ingegnere e conosce la programmazione come le proprie tasche. Con gli strumenti che usa, arricchisce la macchina che produce analisi e visualizzazioni utili al dibattito. Hugues, invece, ha trent’anni di esperienza nel trattamento automatico del linguaggio naturale. In altre parole, si dedica a far comprendere il linguaggio umano ai computer. Una competenza essenziale per permettere a Hedwige di analizzare il discorso politico o di misurare il polso dei dibattiti sociali sui social network.
Nel loro lavoro, i due soci perseguono tre obiettivi: