L’attuale Assemblea nazionale è composta da 577 deputati. Nelle elezioni legislative, ciascun deputato viene eletto con un sistema uninominale in un collegio elettorale per cinque anni. Il nuovo progetto sconvolge questo sistema, riducendo complessivamente il numero dei deputati (da 577 a 433) ed eleggendone una parte (87) mediante uno scrutinio di lista nazionale, cioè «con sistema proporzionale».
La riduzione del numero di deputati eletti con sistema uninominale comporta una corrispondente diminuzione del numero dei collegi. Questa profonda modifica della mappa elettorale richiede dunque di ridefinirli geograficamente. Come elaborare la nuova mappa elettorale? Gli algoritmi possono contribuire a realizzare l’obiettivo costituzionale e politico dell’uguaglianza dei cittadini di fronte al suffragio?
Suffragio universale e ridefinizione dei collegi
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La formula «una persona, un voto» accompagnò l’emergere progressivo del suffragio universale, una procedura che oggi sembra scontata, ma che non lo è stata sempre, tutt’altro. Ricordiamo che in Francia il diritto di voto fu concesso alle donne solo nel 1944, quasi cent’anni dopo il suffragio universale maschile. Esistettero inoltre varie norme, soprattutto nel 19º secolo, per limitare il diritto di voto a determinate categorie della popolazione. Così, il suffragio censitario, utilizzato in particolare durante la Restaurazione e la monarchia di Luglio (1815 – 1848), accordava il diritto di voto soltanto ai cittadini che pagavano una certa somma di imposte – il censo. Altre restrizioni sono più aneddotiche, come quella che escludeva dal voto chiunque fosse «interdetto giudizialmente per causa d’imbecillità», in vigore sotto il Direttorio! Più in generale, dalla Rivoluzione francese in poi, il sistema elettorale francese fu oggetto di numerose riforme e modifiche.