Per misurare la biodiversità di un sito si possono utilizzare molti indicatori. Per esempio, la ricchezza specifica misura il numero di specie diverse presenti. In questo articolo useremo un indicatore più ricco, ma anche un po’ più complesso: la diversità filogenetica. Si fonda sulla nozione di albero filogenetico associato a un insieme di specie e tiene conto della storia evolutiva di tali specie. Secondo alcuni specialisti, il tasso di scomparsa di questa diversità è ancora più elevato di quello della ricchezza specifica.
Tenere conto dell’eredità evolutiva delle specie -----------------------------------------------------
Un albero filogenetico (AF) è composto da un vertice radice, da vertici interni, da vertici foglia che rappresentano le specie e da rami che collegano questi diversi vertici.
Nell’albero A\mathcal{A} del riquadro qui accanto, il ramo b1 collega la radice alla specie e1 e il ramo b6 collega il vertice interno i2 al vertice interno i3. I rami sono implicitamente orientati dalla radice verso le foglie. Si può quindi considerare che ciascun ramo abbia un’estremità iniziale e un’estremità finale. A ogni ramo è associata una lunghezza che riflette, a seconda del tipo di albero considerato, i cambiamenti evolutivi verificatisi dall’estremità iniziale del ramo fino alla sua estremità finale o, più semplicemente, il tempo trascorso tra le due estremità. Fornisce dunque un indicatore globale della quantità di evoluzione associabile al ramo.