Ottimizzare l’uso delle energie rinnovabili | Tangente
Ottimizzare l’uso delle energie rinnovabili
Le energie fossili sono il risultato di un processo di decomposizione durato diversi milioni di anni, che consente di concentrarle in una forma trasportabile, immagazzinabile e capace di liberare energia quando serve. Al contrario, l’energia contenuta in un raggio di sole, nel vento che soffia o nell’acqua che scorre deve essere captata direttamente là dove si trova.
In una rete elettrica in cui le energie rinnovabili sono ancora poco presenti, è possibile usare le centrali di produzione tradizionali (nucleari, a gas) per adeguare in tempo reale la produzione ai consumi. Quando la quota delle energie rinnovabili aumenta, occorre gestire l’accumulo e il rilascio di questa energia. E bisogna farlo bene, perché ciò che la natura ha realizzato gratuitamente in milioni di anni va fatto in tempo reale con risorse costose (batterie o centrali di pompaggio-turbinaggio).
Pianificare la combinazione dei due tipi di energia
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È qui che entra in gioco l’ottimizzazione. Essa consente di pianificare il funzionamento della rete elettrica. Quando si conoscono tutti i mezzi di produzione e si dispone di una buona stima dei consumi del giorno successivo, è possibile costruire un (grande!) problema di ottimizzazione le cui variabili decisionali sono le quantità di elettricità prodotte P*r*, *t da ciascuna centrale (risorsa r) in ogni intervallo t della giornata (la giornata può essere suddivisa in ventiquattro intervalli di un’ora o in intervalli più brevi). Ogni risorsa ha un costo di produzione che cresce con la quantità prodotta, fr*, *t (Pr*, *t*).