Faut-il supprimer le bac ?
Le bac, créé en 1808, est « une institution sociale et politique », comme l'écrivait déjà le sociologue Émile Boutmy en… 1899. S'il a été un repère, tant universitaire que social, jusqu'au milieu de XXe siècle, il ne joue plus ce rôle, dévalué par son niveau, en baisse constante, et par son taux de réussite grandissant mais de plus en plus artificiel. Il a pourtant ses défenseurs, dans un monde où les réformes profondes ne sont pas de mise, et où l'on préfère, comme l'explique Jean Dhombres à propos des programmes de mathématiques, modifier l'existant par petites touches qui se juxtaposent jusqu'à ce qu'il n'y ait plus de véritables lignes directrices. Voilà de quoi nourrir un dossier sensible !
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APB: algoritmo di assegnazione post-diploma | Tangente
Un software assegna gli studenti appena diplomati in base alle loro preferenze. Ma l’opacità del suo funzionamento suscita non poche preoccupazioni.

Abolire il bac: argomenti e questioni | Tangente
Il bac, istituito nel 1808, è stato un punto di riferimento, tanto universitario quanto sociale, fino alla metà del XX secolo. Non svolge più questo ruolo, svalutato da un livello in costante calo e da un tasso di successo crescente ma sempre più artificiale. Non sarebbe ora di passare a qualcos’altro?

Soprattutto, conserviamo il bac: difesa di un esame repubblicano | Tangente
È facile cedere al canto delle sirene che screditano il bac per poi sopprimerlo. Eppure la maggioranza del Paese desidera conservare questo simbolo dell’«elitarismo repubblicano».

Da Euclide a Bourbaki, la riforma permanente
La matematica ha conosciuto, conosce e conoscerà ancora ondate di riforme. Vale per le scuole matematiche e per le grandi correnti di ricerca, ma anche per la matematica elementare, quella che si studia al liceo nella maggior parte dei paesi del mondo.
