La vita del matematico Alexandre Grothendieck non fu certo «un lungo fiume tranquillo» (vedi il nostro dossier in
Tangente 162, 2014). Nacque nel 1928 a Berlino da un padre anarchico russo, che sarebbe morto in deportazione, e da una madre giornalista tedesca, con la quale condivise per un certo periodo la vita in un campo d’internamento in Francia, prima di esserne separato per proseguire gli studi e ritrovarla soltanto nel 1945. Dopo gli studi di matematica a Montpellier (Hérault), una tesi nel 1950,
Produits tensoriels topologiques et Espaces nucléaires, un periodo nel gruppo Bourbaki e incarichi universitari a San Paolo (Brasile) e a Chicago (Stati Uniti) tra il 1953 e il 1958, si stabilì all’Institut des hautes études scientifiques (IHES), che si sarebbe ben presto trasferito a Bures-sur-Yvette, nell’Essonne (1958–1970). Lì il suo seminario di geometria algebrica fece scalpore e contribuì ampiamente alla reputazione dell’istituto.