Tutte queste righe, dattiloscritte o scritte a mano, spesso sul retro di altri fogli o di vecchi listati informatici, sono difficili da decifrare. I documenti che le contengono furono ordinati dal loro autore e accuratamente archiviati in scatole di dimensioni ben definite.
Attualmente sono divisi in due fondi. Uno si trova presso l’istituto montpelliese Alexandre-Grothendieck (Imag), che di recente ne ha digitalizzato e reso accessibili online diciottomila pagine. L’altro, di circa settantamila pagine, scoperto nella casa del matematico dopo la sua morte ma contenente probabilmente pochi materiali matematici, è conservato in una cantina a Parigi.
La parte digitalizzata con cura dall’Imag ci apre una finestra sul pensiero del geniale matematico attraverso lavori svolti dal 1949 al 1991, spesso annotati con osservazioni personali in cui traspare la diffidenza dell’autore nei confronti della giustizia o del mondo scientifico. Oltre al lavoro di ordinamento degli archivisti, fu essenziale il contributo del matematico Jean Malgoire, dell’Università di Montpellier, per individuare i grandi temi matematici trattati, come «Cristalli» tra il 1958 e il 1971, «Teoria dei motivi» dal 1958 al 1973, «Elementi di geometria algebrica» dal 1960 al 1992 e «Spazi stratificati» dal 1981 al 1990.