Tangente: Come è arrivato, in qualità di matematico, a dirigere il reparto R&S di una multinazionale come Huawei?**
M.D.: Entrai all’École normale supérieure Paris-Saclay [all’epoca ENS Cachan] nel 1996. Nel 1999 iniziai un dottorato sulla teoria della probabilità libera applicata ai sistemi di trasmissione senza fili. Svolsi questa tesi in ambito industriale presso Motorola Labs, che allora si trovava sull’altopiano di Saclay (Essonne). Fu un’esperienza molto formativa, tanto più che le telecomunicazioni vivevano la loro età dell’oro.
Nel 2002, in seguito alla bolla delle telecomunicazioni, andai a lavorare a Vienna, in Austria, come ricercatore senior presso il FTW (Telecommunication Research Center Vienna), nel campo dei sistemi di telecomunicazione MIMO (sistemi di trasmissione senza fili dotati di antenne multiple). In quel periodo mi occupavo di modellizzazione elettromagnetica e di campagne di misurazione della propagazione. Lavoravo dunque all’interfaccia tra fisica e teoria dell’informazione.
L’anno successivo entrai nel dipartimento «Comunicazioni mobili» di Eurecom, a Sophia Antipolis (Alpi Marittime), come maître de conférences: fu l’inizio della mia carriera accademica. È un luogo unico, aperto al mondo, in cui lavorano i migliori esperti internazionali e teoria e applicazioni si incontrano. Ebbi la fortuna di proseguire le mie ricerche teoriche studiando i limiti fondamentali delle trasmissioni senza fili attraverso la teoria delle matrici aleatorie, lavorando al contempo su tecniche algoritmiche basate sulla teoria dei giochi per sistemi auto-organizzanti.