Émilie du Châtelet dovette al padre un’istruzione paragonabile a quella dei fratelli, impartita da precettori, grazie alla quale sviluppò assai presto curiosità per le scienze e padronanza delle lingue. Alcuni anni dopo il matrimonio incontrò Voltaire (1694-1778), con cui iniziò una relazione. L’interesse di Voltaire per le nuove scienze e, in particolare, per le scoperte del celebre studioso inglese non deve essere oscurato dalla sua opera letteraria; egli sperava di diffonderne il metodo pubblicando nel 1738 gli Éléments de la philosophie de Newton. Nel frattempo Émilie du Châtelet si era esercitata nel calcolo infinitesimale leibniziano, in particolare con gli accademici Pierre-Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759) e Alexis-Claude Clairaut (1713-1765); ciò rafforzò l’ammirazione che Voltaire nutriva per lei, poiché le sue capacità matematiche erano relativamente limitate.
ma al quale collaborò Émilie du Châtelet.
All’origine del progetto di traduzione
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