L’astrologia occidentale nacque 3000 anni prima della nostra era in Mesopotamia. I sacerdoti avevano il compito di sorvegliare il cielo per avvertire il sovrano in caso di cattivo presagio. Scrutandolo senza sosta, finirono per stabilire il ciclo delle eclissi e identificare alcuni pianeti, ciascuno posto sotto la tutela di una divinità. Queste ricerche sulla posizione degli astri furono rese possibili solo grazie ai calcoli sviluppati dai Babilonesi, in particolare nel campo degli angoli.
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L’astrologia nell’antichità -----------------------------
In seguito alle conquiste di Alessandro, l’osservazione del cielo fu adottata dai Greci dell’epoca ellenistica, che però preferivano onorare gli dèi dell’Olimpo. Mentre a Babilonia le previsioni riguardavano la collettività o il re che la impersonava, essi portarono in primo piano gli oroscopi individuali.
Nel II secolo della nostra era, Claudio Tolomeo scrisse un’opera di astrologia, Tetrabiblos (tradotto in francese come Tétrabible), nella quale raccolse tutte le conoscenze e soprattutto le credenze dell’epoca. Vi distingue l’astrologia naturale (oggi si parla di astronomia), che studia il moto degli astri, dall’astrologia giudiziaria, che regola il destino degli uomini. In un’epoca in cui le leggi fisiche erano ignote, attribuire agli astri un’influenza sulla nostra vita lasciava come unica alternativa ritenerne responsabili gli dèi. Tuttavia, i calcoli svolti sembravano così complessi che per molto tempo un astrologo fu designato con il termine mathematicus.