I numeri figurati
Numeri quadrati, cubici, piramidali, oblonghi, pentagonali, esagonali… Si possono disporre una pletora di interi sotto forma di eleganti figure geometriche regolari. Ogni cambiamento di punto di vista che permette di passare da una rappresentazione aritmetica a una rappresentazione geometrica (e viceversa) è fecondo e conduce a numerosi enigmi… non sempre facili. Pensate senza dubbio che tutto sia già stato detto e ridetto (compreso in Tangente !) sui numeri figurati. Errore! Conoscete i lavori del matematico del Rinascimento Francesco Maurolico? Con questo dossier, riscoprirete l'aritmologia!
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Una nuova vita per i numeri figurati
I numeri figurati furono introdotti nella scienza araba attraverso la traduzione dell’opera del matematico e filosofo Nicomaco di Gerasa realizzata da Thabit ibn Qurra, il cui nome è legato ai numeri di Thebit (con la «e» che sostituisce la «a» nella trascrizione latina medievale)

Enigmi aritmetici: un inventario | Tangente
I numeri figurati, che consentono di rappresentare visivamente gli interi, costituiscono un formidabile ponte tra geometria e aritmetica. Alcune proprietà di uno di questi due ambiti possono infatti essere riformulate nell’altro, e viceversa! Nuove domande sorgono naturalmente…

Le estensioni di Francesco Maurolico
Nato da una famiglia greca emigrata in Sicilia dopo la caduta di Costantinopoli, Francesco Maurolico nacque a Messina nel 1494 e vi morì nel 1575. Entrato nella Chiesa a 27 anni, propose un’estensione dei numeri figurati e ne stabilì numerose proprietà aritmetiche.

Una forma di armonia tra geometria e aritmetica
Molti matematici si sono interessati ai numeri figurati. Ma le loro preoccupazioni non sono sempre state le stesse! Nell’antichità ci si servì di gettoni per costruire e rappresentare i numeri. Le forme ottenute illustrano altrettante relazioni aritmetiche.
