I sangaku
Le tavolette votive giapponesi che si trovano all'ingresso di alcuni templi interessano da tempo i matematici perché a volte vi si trovano eleganti enigmi geometrici, in cui i cerchi svolgono un ruolo importante. La loro risoluzione è facile quando non richiede nessun risultato particolare. Più spesso, bisogna ricorrere a teoremi classici, come quello di Pitagora. Infine, in alcuni rari casi, il problema posto ha resistito per secoli… Non si immagina: l'ultimo enigma è stato risolto solo nel 2020! Benvenuti nel mondo dei sangaku.
Tutti gli articoli di questo dossier

Teoremi di geometria
Poiché il paese rimase quasi completamente isolato dal mondo durante il periodo Edo, la matematica giapponese si sviluppò in isolamento per oltre un secolo e mezzo. Fu in quel periodo che fiorirono e prosperarono particolari enigmi geometrici.

Risolti gli ultimi due sangaku | Tangente
Tra i sangaku censiti, due risultano particolarmente difficili da risolvere. Furono raccolti tra il 1817 e il 1828 dal matematico giapponese Yamaguchi Kanzan (circa 1781 – 1850) nel suo taccuino di viaggio.

Il numero d’oro nei sangaku
Di origine occidentale, il numero d’oro sarebbe però — a quanto pare — dappertutto. Lo abbiamo quindi cercato tra i sangaku… e abbiamo faticato a trovarlo, salvo che in qualche rara figura. Ma forse ci è anche «sfuggito» senza che ce ne accorgessimo!

Enigmi geometrici all’infinito
Alcune delle figure più celebri dei sangaku trovano eco in altre costruzioni matematiche e permettono così di stabilire ponti estetici tra risultati ottenuti in luoghi ed epoche diversi. Eccone un esempio particolarmente suggestivo.
