Alcune delle figure più celebri dei sangaku trovano eco in altre costruzioni matematiche e permettono così di stabilire ponti estetici tra risultati ottenuti in luoghi ed epoche diversi. Eccone un esempio particolarmente suggestivo.
I sangaku sono una fonte inesauribile di meraviglia geometrica. Le figure proposte e le relazioni metriche che mettono in evidenza hanno un fascino estetico tutto particolare. Alcune sono diventate classici della geometria. È il caso, per esempio, del disegno proposto su una tavoletta datata 1820 ed esposta nella prefettura di Miyagi (Honshu), che raffigura due cerchi tangenti tra loro e a una stessa retta. Il gioco consiste nell’esprimere in funzione dei raggi r e R dei due cerchi la distanza fra i loro punti di contatto con la retta.
La soluzione discende direttamente dall’applicazione del teorema di Pitagora al triangolo O1HO2. Si ha AB2 = O1O22 – O2H e, poiché O1O2 = r + R e O2H = R – r, qualche semplice calcolo porta infine a AB=2rR.
Il classico dei classici
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Un’altra figura, legata alla precedente, è emblematica del periodo Wasan (17º secolo). Esposta nella prefettura di Gunma (Honshu), regione montuosa a nord di Tokyo, è datata 1824. Riprendete i due cerchi precedenti e inserite un piccolo cerchio tangente ai due più grandi e alla retta. Quale elegante relazione lega i raggi dei tre cerchi?