I testi fondatori
La Cina rappresenta il centro della matematica estremo-orientale perché la sua potenza geopolitica continua e la sua scrittura utilizzata da altre civiltà hanno permesso a tutto il corpus matematico scritto in cinese di essere letto, adattato e approfondito nel corso dei secoli. I testi che ci sono pervenuti non sono tuttavia molto numerosi e sono la conseguenza di scelte delle dinastie successive. Se il trattato più famoso – e il più antico – è I nove capitoli, molte altre opere hanno sviluppato ricerche molto approfondite, originali e a volte in anticipo rispetto a ciò che si faceva in Europa nello stesso momento. Tuttavia, la matematica detta cinese non si presenta come un'unità: è qui che le cose diventano interessanti!
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Fonti e varietà delle matematiche cinesi | Tangente
In Cina esistono sorprendentemente poche antiche opere di matematica. Ciò può dipendere in parte dalle scelte politiche adottate dalle dinastie che si susseguirono. Si comprende così che la storia della matematica non è né lineare né costituita da blocchi culturali omogenei.

I nove capitoli, un’opera fondamentale
I Nove capitoli sui procedimenti matematici raccolgono problemi, e ciascun capitolo è accomunato da un procedimento risolutivo comune. Il loro interesse matematico risiede soprattutto nei commenti e negli sviluppi di Liu Hui, il loro principale commentatore.

Libro dei mutamenti e sistema binario | Tangente
Il Libro dei mutamenti è un’opera centrale nella storia del pensiero cinese e ha esercitato un’influenza notevole su vari testi matematici. Tale importanza si spiega con il suo interesse per le permutazioni.

Il quartetto matematico delle dinastie Song e Yuan | Tangente
Il periodo coperto dalle due dinastie Song e dall’inizio della dinastia Yuan fu particolarmente propizio alla matematica. Vi emersero infatti quattro grandi nomi: Li Ye, Zhu Shijie, Qin Jiushao e Yang Hui. Le loro opere risentono di influenze comuni, ma adottano talvolta approcci assai diversi.

Storia dei saperi cinesi: l’interesse si risveglia
Alla fine del XVI secolo, l’incontro con saperi e pratiche giunti dall’Europa modificò il modo in cui la matematica veniva percepita in Cina, sia dal punto di vista tecnico sia da quello storico, attorno a due grandi questioni: come va praticata e chi l’ha inventata per primo?
