Il Libro dei mutamenti (YiJing) affonda le sue origini nelle pratiche divinatorie basate sull’estrazione di steli di achillea millefoglie (lunghi bastoncini), associate alla dinastia Zhou (1º millennio a.C.). Supponiamo di voler formare un simbolo di tre linee, un trigramma, con linee spezzate o continue: si possono così formare otto trigrammi:
Ora, il testo dell’opera tratta degli esagrammi, simboli costituiti da due trigrammi. Naturalmente se ne possono immaginare 82 = 64. In effetti, lo Yi Jing è organizzato in 64 parti, ciascuna corrispondente a un esagramma (gua) e a varie sentenze. Le linee continue sono associate allo yang,
e alle cifre dispari 9 e 7; le linee spezzate sono associate allo yin, ![](https://tangente-mag.com/img/article/HS96/HS96-19_img3.jpg) e alle cifre pari 8 e 6. Ogni esagramma è designato da un nome che rimanda a una cosa (pozzo, calderone), a una situazione, a uno stato o a un’azione (attesa, proposta di matrimonio, incontro), a una qualità (modestia, eleganza), a un’emozione (gioia, abbattimento), oppure a una relazione (famiglia/clan, solidarietà, conflitto).