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I testi fondatori
La Cina rappresenta il centro della matematica estremo-orientale perché la sua potenza geopolitica continua e la sua scrittura utilizzata da altre civiltà hanno permesso a tutto il corpus matematico scritto in cinese di essere letto, adattato e approfondito nel corso dei secoli. I testi che ci sono pervenuti non sono tuttavia molto numerosi e sono la conseguenza di scelte delle dinastie successive. Se il trattato più famoso – e il più antico – è I nove capitoli, molte altre opere hanno sviluppato ricerche molto approfondite, originali e a volte in anticipo rispetto a ciò che si faceva in Europa nello stesso momento. Tuttavia, la matematica detta cinese non si presenta come un'unità: è qui che le cose diventano interessanti!
La pratica della matematica in Cina
Interessarsi ad altre culture implica uscire dall'eurocentrismo naturale che è il nostro. Di conseguenza, domandarsi dell'esistenza di « la nostra » dimostrazione, derivata da Euclide, nelle matematiche estremo-orientali diventa obsoleto. È, invece, formativo seguire l'importazione e la diffusione di questa nozione. Lo studio dell'impatto di questo evento permette così di comprendere la distanza tra diverse pratiche della matematica. Come si pone un'equazione? Come si calcola? I metodi sono numerosi e la loro scoperta si rivela fruttuosa, anche per quelle che la tradizione matematica in Cina può aver dimenticato del proprio passato.
Soleil levant et Matin calme : Japon et Corée
La Chine est loin d’être la seule civilisation extrême-orientale à avoir atteint un haut degré d’approfondissement mathématique. Le Japon et la Corée s’en sont nourris pour développer leurs propres savoirs et pratiques. Au Japon, le wasan de l’époque d’Edo est loin d’être une pâle copie des modèles chinois : on y trouve notamment la pratique intrigante des sangaku, qui mêle géométrie, art et spiritualité. Par la suite, le yōsan de l’ère Meiji est notamment le lieu de questions de méthode mais aussi de linguistique pour absorber les mathématiques anglophones. Quant à la Corée, on y maîtrisait des méthodes d’élimination algébrique très en avance sur celles d’Europe, aboutissant notamment à des carrés magiques qu’Euler a retrouvés bien plus tard.
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Construisez vos cercles magiques
La magie arithmétique a intéressé les mathématiciens chinois dès avant notre ère, puis elle a gagné le Japon, avant de rejoindre l’Europe via l’Inde et les pays d’Islam. Si les carrés magiques sont célèbres, les cercles magiques le sont moins.

♦ La monade

♦ Les lampes de Tokyo

♦♦ Le cadeau chinois

♦♦ Le cadeau coréen

♦♦♦ Une médiane à évaluer

♦♦ Casse-tête chinois

♦♦♦ Dames chinoises en solitaire

♦♦♦ Des restes égaux à 1

♦♦ Des nombres isocèles














