Ciò che colpisce anzitutto, avvicinandosi ai testi matematici degli antichi mondi sinofoni, è che ci si aspetterebbe di trovarne di più. Come ha potuto un universo tanto ricco lasciarci così pochi testi matematici? Il modo in cui i documenti ci sono pervenuti è in realtà significativo e informa sulla natura dell’attività che chiamiamo «matematica» e sulla sua suddivisione disciplinare. Si pone allora il problema della neutralità della diffusione delle conoscenze. La storia della Cina offre un valido argomento a questo proposito.
Testi antichi, edizioni recenti -----------------------------------
I documenti più antichi in nostro possesso sono testi emersi da ricerche archeologiche: pietre o carapaci di tartaruga incise, oppure bacchette di bambù recanti tavole di moltiplicazione. Quanto ai documenti in cinese antico che si potrebbero definire «più elaborati», disponiamo di una decina di testi il cui contenuto risale agli Han (tra il IIIº secolo avanti Cristo e il IIIº secolo dopo Cristo), ma le cui più antiche edizioni disponibili risalgono ai Song (960-1279) o agli Yuan (1271-1368). Sono testi composti sotto gli Han, talvolta commentati, poi impiegati nei contesti d’esame sotto i Sui (581-618) e i Tang (618-907). Alcuni sono compilazioni, come Il classico matematico del maestro Sun (Sunzi Suanjing), usato come manuale tra il 581 e il 907, ma composto in parte fra il 280 e il 473, e la cui più antica edizione disponibile risale al XIIIº secolo. Vi si distinguono diversi strati di composizione e unità di misura di epoche o contesti differenti. L’opera è inclusa nei Dieci canoni della matematica (vedi riquadro).
È difficile sapere come venissero trasmesse le conoscenze matematiche prima della dinastia Sui (581-618), che istituì per la prima volta un sistema di istruzione matematica a livello governativo. Si possono intuire diversi canali di trasmissione: l’apprendimento presso un maestro, la famiglia, l’autodidattica o le reti religiose…
Si osserva che nessuno di questi testi è accompagnato dalle figure geometriche di cui pure tratta, al punto che si è perfino detto, erroneamente, che in Cina la geometria non esistesse. Non possediamo neppure gli originali, poiché le edizioni disponibili risalgono ai Song. Esistono poi una dozzina di testi composti sotto i Song e gli Yuan (XIIº -XIVº secolo), le cui edizioni disponibili risalgono invece ai Qing (1644-1912). Questi ultimi non provengono dagli ambienti scolastici o amministrativi, ma attestano un lavoro di ricerca di alto livello senza rivelare molto del proprio contesto di produzione. Si vede qui che l’assenza di documentazione non prova affatto l’assenza di attività erudita e che i testi disponibili sono la punta dell’iceberg dell’attività matematica.