L’Épître d’un mathématicien à un poëte è la principale opera poetica di Cauchy. Letta durante una seduta pubblica delle cinque Accademie, la sua apprezzabile qualità letteraria spiazzò, secondo l’elogio pubblicato da Joseph Bertrand nel 1898, quanti speravano di assaporare la perfida gioia di vedere un grande matematico cadere nel ridicolo.
Questioni eterne --------------------
Molti matematici possono riconoscere nei versi di Cauchy considerazioni a loro familiari. Per esempio, l’eterna questione dell’utilità della matematica:
Tu mi credi ossessionato da un demone maligno,
Alcippe, e ti lamenti della strana mania