Nacque ad Asnières (Hauts-de-Seine) nel 1929. Dopo essersi formato come ingegnere all’École centrale di Parigi, dedicò il suo tempo a concepire e realizzare diverse invenzioni che univano ingegnosità ed estetica. Dal suo laboratorio uscirono così una meridiana, lampade, gioielli e sculture, creando così un legame tra arte e scienza; immaginò anche scenografie per spettacoli e per la televisione, e perfino oggetti erotici. Notato da alcuni iracheni, realizzò nel 1982 le volte islamiche dell’aeroporto di Baghdad.
Nel 1985 Gérard Chamayou fu scelto, insieme ad Adrien Fainsilber (nato nel 1932), per la realizzazione della Géode del Parc de la Villette (Parigi). Progettarono allora questa struttura partendo da un icosaedro che, con le sue venti facce costituite da triangoli equilateri, «approssima» la sfera; poi immaginò di suddividere ogni spigolo in dieci parti; ottenne così piccoli triangoli equilateri (6 433 in tutto) che, grazie a una proiezione radiale, vennero deformati per «approssimare al meglio» la sfera circoscritta all’icosaedro. Questa magnifica realizzazione non gli portò fortuna. A causa di ritardi nei pagamenti, dovette cedere la sua piccola impresa, Multicub. Si dedicò allora all’accoglienza dei senzatetto e immaginò a Créteil (Val-de-Marne) un villaggio di reinserimento con abitazioni di sua invenzione.
Félix ci ha lasciati il giorno di Capodanno.