Non esistono algoritmi efficienti per «violare» RSA quando la sua chiave è di 2048 bit. Tuttavia, lo statunitense Peter Shor (nato nel 1959) ha ideato un efficace algoritmo probabilistico che lo consente, ma su un tipo di computer che non esiste ancora: un «computer quantistico». Un simile dispositivo si basa sull’uso di qubit («bit quantistici»): grazie alla sovrapposizione di due stati quantistici, se n è il numero di qubit, può rappresentare simultaneamente i 2*n* stati all’inizio del calcolo. In teoria, i calcoli sui qubit equivalgono a calcoli paralleli… a condizione di riuscire a mantenerli in questo stato di sovrapposizione per tutta la durata dei calcoli. Il computer quantistico, da non confondere con la crittografia quantistica (che consente invece di creare e trasmettere chiavi casuali), non è ancora in grado di effettuare calcoli su più di 50 qubit, e non è certo che possa mai esserlo. Se il computer quantistico vedesse la luce, bisognerebbe rivedere la questione della trasmissione delle chiavi simmetriche; può essere saggio prepararsi.