Gli sguardi degli artisti sui « bastoncini, cifre e lettere » (come scriveva Raymond Queneau), ma anche sui numeri, sulle forme geometriche elementari, sulle equazioni e sull’universo matematico in generale, hanno certamente aggiunto conoscenza e «bellezza» al mondo. Le cifre e i numeri, simboli della modernità, invasero le tele fin dall’inizio del 20º secolo – anzitutto quelle dei futuristi. Il manifesto di questo movimento artistico, pubblicato nel 1914 dallo scrittore italiano Filippo Tommaso Marinetti (1876–1944), si intitolava del resto la Splendeur géométrique et mécanique et la sensibilité numérique.
Un repertorio di forme ----------------------
Gli ultimi anni di Salvador Dalí (1904–1989) furono segnati da una produzione artistica interamente dedicata alla teoria delle catastrofi di René Thom (1923–2002). Questa denominazione incantava l’artista catalano; nel 1979 dichiarò a Parigi che era « la teoria più bella ed estetica del mondo ».

Il rapimento topologico d’Europa. Omaggio a René Thom. Salvador Dalí, circa 1983.