Riforma della scuola superiore: NO all’opzione «Niente matematica»
Un’incoerenza totale? Pochi giorni dopo aver valorizzato i lavori della commissione Villani–Torossian per «far progredire l’insegnamento della matematica in Francia», un inquietante progetto di riforma delle scuole superiori consentirebbe agli studenti, compresi quelli che seguono insegnamenti scientifici di specializzazione, di scegliere di non studiare matematica nel penultimo e nell’ultimo anno. Cosa sorprendente da parte di un ministro che ci aveva conquistati con il suo approccio all’istruzione! Numerose proteste si sono già levate contro questo progetto*. Ma quale funesta influenza impedisce dunque ai governi che si succedono di capire che la matematica fa parte della cultura universale e che, di conseguenza, è altrettanto stupido privare gli studenti degli indirizzi letterari — e ancor più quelli scientifici — dell’accesso alle competenze matematiche quanto privare gli studenti scientifici delle competenze nella lingua francese? Tangente si è sempre battuta per difendere questa cultura multidisciplinare e continuerà a farlo. Sia chiaro: permettere di rinunciare alla formazione matematica significa compromettere il futuro di questi studenti delle superiori e accettare, alla lunga, la decadenza scientifica ed economica della Francia!
I contenuti della riforma (1) Le classi della scuola superiore
La riforma prevista si svolgerà in tre fasi. All’inizio dell’anno scolastico 2018 riguarderà la classe di seconde, con modifiche minori come l’introduzione, lungo tutto il percorso della scuola superiore, di uno spazio dedicato al sostegno e all’orientamento (un’ora e mezza alla settimana, niente meno!). Dall’inizio dell’anno scolastico 2019, lo studente che entra in première, dopo aver scelto tra indirizzo generale e indirizzo tecnologico, come avviene oggi, dovrà seguire, per l’istruzione generale, un percorso composto da:
> – un «nucleo di cultura comune» obbligatorio (16 ore in première, 15 ore e 30 nell’ultimo anno), che non comprende né la matematica né le altre discipline scientifiche, salvo due ore alla settimana denominate in modo poco chiaro «Scienze umane, scientifiche e digitali»; > – «discipline di specializzazione» (tre in première, due nell’ultimo anno), per 4 ore ciascuna in première e 6 ore nell’ultimo anno (tra queste figura la matematica); > – un insegnamento facoltativo di 3 ore, con un secondo possibile nell’ultimo anno, tra materie nelle quali la matematica («complementare» o «avanzata») è possibile solo nell’ultimo anno.
Non ci saranno dunque più indirizzi nella scuola superiore generale, e questo non è un male; ma la possibile scomparsa della matematica nel penultimo e nell’ultimo anno, così come quella, obbligatoria, del francese nell’ultimo anno — dopo l’esame di francese del bac, che si sostiene sempre in première — mostrano che nelle alte sfere non si comprende ancora che la matematica e la lingua francese sono il fondamento della formazione del cittadino.
I contenuti della riforma (2) Il baccalauréat
La riforma propone inoltre una profonda modifica del baccalauréat a partire dal 2021. Questa volta la redazione di Tangente vi aderisce, pur forse rammaricandosi che non si sia avuto il coraggio di spingersi oltre, sopprimendo puramente e semplicemente questo anacronistico residuo del passato che oggi non svolge più alcun ruolo, né nell’orientamento né nei criteri di selezione. La novità essenziale: la valutazione continua conterà per il 40% del voto finale. Si baserà su prove comuni organizzate durante gli anni di première e dell’ultimo anno nelle discipline studiate dallo studente. Per garantire l’uguaglianza tra candidati e istituti scolastici, verrà istituita una «banca nazionale digitale di argomenti d’esame» e gli elaborati, anonimizzati, saranno corretti da docenti diversi da quelli dello studente. Sarà garantita l’armonizzazione. Le pagelle scolastiche saranno prese in considerazione per una quota limitata, il 10%, del voto finale, così da valorizzare la costanza nel lavoro dello studente. Il bac vero e proprio, che rappresenta dunque il 60% del voto finale, comprenderà, oltre alla prova anticipata scritta e orale di francese alla fine della première, quattro discipline: una prova scritta di filosofia; due prove scritte nelle discipline di specializzazione scelte dal candidato; un colloquio di venti minuti, preparato durante tutto il ciclo terminale, incentrato sulla presentazione di un progetto che lo studente prepara fin dalla première e su un colloquio sul progetto.
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\Sono state persino lanciate petizioni, in particolare sul sito https://www.change.org*