Una simmetrizzazione artificiale? ====================================
La nostra lingua ha il maschile e il femminile, ma non possiede un neutro come il tedesco o il russo. Questi tre generi esistevano tuttavia in latino, che possedeva inoltre delle declinazioni (la forma di una parola variava secondo la sua funzione nella frase). L’accusativo, usato per il complemento oggetto diretto, era identico al maschile e al neutro in un gran numero di parole latine, rette dalla seconda declinazione. Nell’antico francese, questo caso eliminò progressivamente tutti gli altri; ciò spiega la fusione di questi due generi nella nostra lingua. Nel 17º secolo, i grammatici la trasformarono in una regola che alcuni considerano una manifestazione di sessismo: il maschile prevale sul femminile. La scrittura detta «inclusiva», simmetrizzando completamente il genere delle parole, intende ristabilire la presunta condizione d’inferiorità che la grammatica francese genera da quando esiste. Un eccellente articolo della rivista Science et pseudo-sciences (numero 323, gennaio-marzo 2018), firmato da Brigitte Axelrad, ha tentato di fare il punto sulla questione con il titolo Êtes-vous prêt·e·s pour l’écriture “inclusive” ?. Potete consultarlo sul sito dell’AFIS.
Far evolvere la lingua per decreto! ====================================
Una delle iniziative attuali contro il sessismo è la scrittura «inclusiva». Essa usa una grafia che mira a rispettare l’uguaglianza tra i sessi. Raphaël Haddad ha pubblicato un Manuel d’écriture inclusive, con il sottotitolo «Fate progredire l’uguaglianza tra donne e uomini attraverso il vostro modo di scrivere». Secondo questo manuale, per redigere un testo non sessista occorre rispettare tre semplici convenzioni, così da smettere di rendere invisibili le donne:
> 1 - Declinare al femminile i nomi di funzioni, gradi, mestieri e titoli, come per esempio carpentiera o pompiere. In un’ottica egualitaria, si mascolinizzerebbero i nomi femminili: un uomo delle pulizie, un addetto alle pulizie. > 2 - Usare il femminile e il maschile mediante la doppia flessione, l’epiceno o il punto mediano, e dire «esse ed essi fanno», «i membri», «i·le candidati·e alla presidenza della Repubblica»… > 3 - Non usare più la maiuscola di prestigio in «Uomo» e scrivere per esempio «diritti umani» o «diritti della persona umana» invece di «diritti dell’Uomo».