Isabelle Lémonon-Waxin è autrice di una tesi di dottorato intitolata La Savante des Lumières françaises, histoire d’une persona : pratiques, représentations, espaces et réseaux. Attualmente è ricercatrice associata al Centre François-Viète dell’Università di Nantes e ha accettato di rispondere alle nostre domande.
Tangente: Quali sono i percorsi personali delle donne di scienza nell’epoca dell’Illuminismo?
Isabelle Lémonon: Si osservano due tipi di percorso. Il primo riguarda le ragazze cresciute in una famiglia nobile o borghese abbastanza agiata, dove si desidera impartire alle figlie un’istruzione pressoché identica a quella dei ragazzi. In questa categoria rientrano anche donne che hanno già avuto figli e ricevono dal marito il consenso a studiare le scienze, oppure vedove.
Il secondo tipo di percorso è quello delle «figlie di», «mogli di», «amanti di» o persino «cuoche di» e «serve di»! Ricorre infatti sistematicamente la figura di uno studioso che impiega una o più donne della sua cerchia quotidiana come manodopera assai comoda per lavori ripetitivi e ingrati (come le calcolatrici e le tecniche; vedi gli articoli « Categorizzare le donne di scienza nel 18º secolo » e « L’ingresso delle donne all’Osservatorio astronomico »). Lo studioso in questione si fida di queste donne, che lavorano per la sua fama senza rappresentare per lui il minimo rischio di diventare concorrenti.
Di quale riconoscimento beneficiano queste donne?