I matematici esistono: tutti gli alunni e le alunne delle scuole medie e gli studenti e le studentesse delle superiori ne hanno incontrati. Anche se Talete, Pitagora, Newton, Eulero, Chasles ecc. restano spesso nomi astratti e rimandano soltanto a teoremi o formule, il loro nome compare nel percorso comune dell’insegnamento della matematica. E le matematiche? Se vi si chiedesse di citarne qualcuna, forse, con vostro grande imbarazzo, fareste molta fatica a trovarne più di tre.

Dimenticate, ma non inesistenti

Se si consulta l’edizione del 1980 del Dictionary of Scientific Biography, che consta di ben sedici volumi ed è un riferimento riconosciuto nella storia delle scienze, fra i matematici morti prima del 1972 si trovano soltanto sei nomi di donne su 966 voci. Si tratta di Ipazia (370?-415), Maria Gaetana Agnesi (1718-1749), Sophie Germain (1776-1831), Mary Somerville (1780-1872), Sofia Kovalevskaya (1850-1891) ed Emmy Noether (1882-1935). Nell’edizione del 2007 sono comparsi alcuni nuovi nomi: Olga Oleinik (1925-2001), Olga Ladyzhenskaya (1922-2004), Julia Robinson (1919-1985), Ada Byron (1815-1852), Tatiana Ehrenfest (1876-1964) e Grace Hopper (1906-1992), su circa 160 nuove voci. Queste matematiche sono fra le più celebri, ma molte altre hanno contribuito in modo significativo alla costruzione della matematica.
Esplorando altre fonti, per esempio il celeberrimo sito Mac Tutor history of mathematics archive dell’università di St Andrews, in Scozia, aggiornato molto spesso, si trovano un centinaio di matematiche su oltre 3500 voci. Per fortuna le cose evolvono, grazie all’azione delle associazioni di donne scienziate e matematiche: il numero delle matematiche censite è aumentato notevolmente ed è stata creata una rubrica «female mathematicians». A questi riferimenti anglosassoni si aggiunge, fra altre opere, il Dictionnaire universel des créatrices, pubblicato dalle Éditions des femmes, nel quale le matematiche trovano il loro «piccolo» posto. Fino alla fine del 19º secolo, poche donne lasciarono il proprio nome nella matematica. Se la storia ha riservato alle matematiche uno spazio così esiguo, oggi esse sono per fortuna numerose nel mondo, nonostante vari ostacoli specifici, tuttora presenti, e le difficoltà a farsi riconoscere.
Perché, allora, questa quasi assenza delle donne nell’ambito della matematica fino alla fine del 19º secolo? La prima spiegazione che viene in mente è ovviamente che le ragazze hanno accesso all’istruzione superiore soltanto da circa un secolo. E, prendendo l’esempio francese, hanno potuto beneficiare dell’istruzione secondaria solo a partire dal 1880. Va aggiunto che i loro programmi, in particolare quelli di matematica, erano assai alleggeriti rispetto a quelli dei ragazzi. Si dovette attendere il 1924 perché gli insegnamenti venissero unificati.