Oggi, se vi si chiede di citare nomi di matematiche, per di più vissute prima del 1925, forse, se vi interessa la storia della disciplina, penserete a Émilie du Châtelet, Sophie Germain, Ipazia, Emmy Noether, Sofia Kovalevskaja. E non sarebbe già poco.
Sono infatti pochissimi i nomi di matematiche noti al grande pubblico. E questo tende a farci credere che nella storia della matematica ci siano state pochissime donne. Eppure è falso: sono più numerose di quanto immaginiamo e molte restano sconosciute.
Avete mai sentito nominare al-ʻIjlīyah, Lubna di Cordova, Laura Bassi, Maria Gaetana Agnesi, Laura Pisati, Élisabeth Ferrand, Nicole Reine Lepaute, Marie Louise du Piéry, Marie Jeanne Lefrançois, Marie Charlotte de Gotha, Angélique Delisle, Victorine de Chastenay, Edmée Chandon, Maria Tehoari, Rose Bonnet, Liouba Bortniker, Madeleine Chaumont, Mary Somerville, Mary Everest Boole, Hilda Phoebe Hudson, Ruth Gentry, Frances Hardcastle, Virginia Ragsdale, Emilie Martin, Anna Johnson, Charlotte Angas Scott, Philippa Fawcett, Grace Chisholm Young, Alicia Boole Stott? E l’elenco è ben lungi dall’essere esaustivo.
Tuttavia, lungi dal voler compilare un catalogo di matematiche, questo numero vi propone di immergervi nelle dinamiche storiche, negli ostacoli sociologici, nei riconoscimenti istituzionali, nei diversi mestieri svolti, ma anche nei meccanismi dell’oblio e della cancellazione e nelle lotte per conquistare quel campo a lungo considerato esclusivamente maschile che è la matematica.
Viaggerete dunque in Francia, Inghilterra, Germania, Italia e Stati Uniti, ma anche nell’antichità greca o nel mondo arabo-musulmano medievale, alla scoperta di queste matematiche i cui nomi e lavori meritano ben più di una compiaciuta indifferenza. E forse vedrete la storia della matematica in un altro modo…