Le sinergie tra imprese e ricerca matematica, avviate all’indomani della Seconda guerra mondiale, si sono costantemente rafforzate, soprattutto nell’ultimo decennio. Restano però margini di miglioramento affinché l’economia francese e soprattutto le piccole imprese possano beneficiare pienamente dei vantaggi che la matematica può offrire in un mondo in cui il digitale è sempre più pervasivo.
Una storia antica
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Le grandi imprese francesi vantano una lunga tradizione di proficue interazioni con la ricerca matematica. Alcune dispongono persino di un proprio dipartimento di matematica applicata, altre intrattengono collaborazioni continuative con una scuola o un’università. È il caso di Airbus, Air Liquide, ATOS, Dassault, EDF, Michelin, Pechiney, Orange, Peugeot, Renault, Safran, Saint-Gobain, Thales, Total, Schlumberger… Questa tradizione si spiega senza dubbio in parte per il fatto che la grande maggioranza dei dirigenti di questi gruppi ha ricevuto una formazione scientifica, passando per i corsi preparatori e le grandi scuole di ingegneria.
Da una ventina d’anni, sulla scia della nascita di Google (1998), l’espansione della sfera digitale sta influenzando l’economia e la società. Le scienze informatiche e la matematica vi svolgono un ruolo centrale. Talvolta si dice che «la matematica è l’ossigeno del mondo digitale». Sono vitali, ma invisibili.
Nel 2009, nell’ambito dello studio prospettico «Forward Look in Mathematics and Industry» (FLMI), la comunità europea dei matematici applicati prese coscienza dell’importanza delle relazioni con le imprese. Il comitato direttivo di tali lavori riuniva matematici «visionari» sotto la guida di Mario Primicerio e comprendeva due francesi, Yvon Maday e Maria Esteban, entrambi vincitori del prestigioso premio Jacques-Louis-Lions dell’Accademia delle scienze. Pubblicò raccomandazioni volte, nell’ordine, a organizzare la comunità della matematica industriale, a svilupparla, a dotarla di mezzi e visibilità.