I matematici professionisti del Rinascimento, i mathematici, includevano la contabilità nel loro insegnamento. Oggi chi si occupa di contabilità usa le quattro operazioni aritmetiche di base, soprattutto l’addizione e la sottrazione, talvolta la divisione o la moltiplicazione, per calcolare costi o rapporti. Può capitare loro di manipolare esponenziali o logaritmi nei calcoli di attualizzazione, ma raramente si va oltre. Ciononostante, si possono impiegare tecniche matematiche sempre più sofisticate.
La contabilità in partita doppia --------------------------------
La registrazione dei movimenti di ciascun conto (cliente o fornitore) è caratterizzata da due componenti: l’ammontare degli addebiti (ΣEy)(\Sigma\mathrm{E}_y) e l’ammontare dei crediti (ΣRy)(\Sigma\mathrm{R}_y), dove E qualifica gli impieghi e R le risorse. Il conto può quindi essere rappresentato da una coppia ordinata di numeri Cy=(ΣEy,ΣRy)\mathrm{C}_y=(\Sigma\mathrm{E}_y,\Sigma\mathrm{R}_y), dove Cy∈R+×R+\mathrm{C}_y\in\mathbb{R}^+\times\mathbb{R}^+. Si è in presenza di uno spazio vettoriale bidimensionale.
Nella storia della contabilità sono state usate quattro forme di scrittura: i pittogrammi, i segni-parola, i segni sillabici e gli alfabeti.
In tutte le epoche e in tutti i paesi fu inoltre utilizzato un numero limitato di tipi di conto. Accanto ai conti a voci sovrapposte (conti sumeri, conti egizi), esistono conti a colonne separate, nei quali si dedica una pagina del registro o del documento alle variazioni positive (entrate, ricavi, impieghi o addebiti), per esempio la pagina di sinistra, e la pagina di fronte, quella di destra, alle variazioni negative (uscite, spese, risorse o crediti). Il terzo tipo di presentazione dei conti è il tracciato a colonne appaiate, come negli odierni estratti conto bancari, dove aumenti e diminuzioni occupano due colonne vicine sullo stesso foglio. Il quarto tipo è la contabilità matriciale, l’ultima a essere introdotta.