La vita di Pierre Audin aveva molte sfaccettature. Anzitutto, naturalmente, quella di «figlio di suo padre»: la lotta per il riconoscimento dell’assassinio di Maurice Audin in Algeria da parte dello Stato francese, quando Pierre era appena nato. Il legame con l’Algeria, di cui aveva acquisito la nazionalità, restava importante per lui, con la creazione del premio Audin e il progetto di un Palazzo delle scienze sul modello del Palais de la découverte.
E poi c’era la matematica. Dapprima insegnante, Pierre cercò presto di «uscire dagli schemi». Nel 1989, il lancio di MATh.en.JEANS, con l’amico e «mentore» Pierre Duchet (1949‒2018), fu un evento: fidarsi dell’intelligenza degli studenti e affidare loro, con l’aiuto di matematici che incontravano regolarmente, autentici problemi di ricerca, partecipare a congressi gioiosi e appassionati…
Poi Pierre Audin cambiò mestiere, passando dal ruolo di insegnante a quello di mediatore presso il Palais de la découverte. Il legame tra questi due approcci lo appassionò sempre. MATh.en.JEANS invase le «ricreazioni matematiche» del Palais, in una versione ridotta a un’ora, assai meno ricca ma capace di far nascere il gusto della ricerca tanto nel grande pubblico quanto negli studenti.