Le scavi archeologici, se permettono di ritrovare testimonianze della vita quotidiana dei popoli antichi, offrono anche l’occasione di riportare alla luce oggetti matematici: bastoncini o dispositivi di conteggio più sofisticati, tavolette di calcolo, papiri che trascrivono la risoluzione di alcuni problemi, strumenti per l’orientamento astronomico o per le misurazioni terrestri, utensili per tracciare figure geometriche… Passiamo in rassegna questi strumenti matematici dell’antichità, in uso dalla preistoria fino alla fine dell’Impero romano, nel 476 d.C..
Il calcolo =================================================================================================================
Dopo la mano, che permette di «contare sulle dita», i più antichi ausili naturali per il calcolo sono bastoncini — o qualunque oggetto di forma allungata — e ciottoli. Per diventare strumenti di calcolo, questi oggetti devono essere appositamente modellati per rappresentare numeri. Il più antico di questi reperti sembra essere l’osso di Lebombo, ritrovato nel 1970 in una grotta al confine tra il Sudafrica e lo Swaziland e datato a circa 43 000 anni prima della nostra era. Ricavato da un perone di babbuino, reca ventinove tacche ben distinte e forse serviva da calendario lunare.
L’osso di Lebombo.