Oggi calcoliamo con le cifre indoarabiche, un sistema di numerazione decimale posizionale e metodi che ci vengono dall’India. Attestati intorno al 6
º secolo, questi metodi furono descritti verso l’825 a Baghdad da al-Khwarizmi, studioso il cui nome latinizzato ha dato origine alla parola «algoritmo». Ma prima, come si calcolava? Sorprendentemente, è una domanda difficile: infatti, il calcolo quotidiano, quello commerciale, ha lasciato poche tracce storiche o archeologiche. Tuttavia, da queste ricerche emerge una risposta: si calcolava con ciottoli (in latino,
calculi) disposti su abachi. Esploriamo ciò che si sa di questi oggetti nei mondi mesopotamico, greco e romano, basandoci in particolare sul sito dell’associazione L’aventure du calcul (**
www.aventureducalcul.fr*), che deve molto, per quanto riguarda questi abachi, alle pubblicazioni di Alain Schärlig e Jérôme Gavin, autori ben noti ai lettori di Tangente*.