Se il concetto di numero, storicamente, fu dapprima legato al numero intero, si estese poi a molte altre categorie, dai razionali ai reali, quindi ai complessi. A ogni tappa di queste «invenzioni» fu compiuto un passo decisivo per la matematica e le sue applicazioni. Una vasta epopea, che continua ancora oggi! Limitiamoci qui alle prime apparizioni del numero e alla loro diffusione nel bacino del Mediterraneo: Mesopotamia, Egitto, Grecia e Roma.
Primi tentativi --------------------
«I numeri, affermava il matematico tedesco Richard Dedekind nella sua opera del 1893 Was sind und was sollen die Zahlen ?, sono libere creazioni dello spirito umano. Servono a cogliere più facilmente e con maggiore acutezza la varietà delle cose.» Proprio per rappresentare la realtà del mondo i popoli primitivi svolsero, sia pure in forme rudimentali, un’attività numerica. Nel Paleolitico (circa trentamila anni fa) si trovano già le primissime raccolte di oggetti, definite «bastoncini per contare», e i primi segni su supporti di legno o di osso, capaci di rappresentare quantità. Gli oggetti da contare non venivano più materializzati mediante bastoncini, bensì mediante «bolle». In queste specie di sfere cave d’argilla si potevano inserire gettoni, anch’essi d’argilla, che simboleggiavano le quantità da valutare. Per verificarle bisognava rompere le bolle, tanto che verso la fine del 4º millennio prima della nostra era si cominciò a incidervi dei simboli. Allora, perché non schiacciare le bolle per farne tavolette sulle quali incidere le stesse informazioni? Era nata l’idea di scrivere i numeri.
Dire e scrivere i numeri ------------------------------
I documenti più antichi che attestano l’esistenza di autentici sistemi numerici, provenienti dalle valli del Nilo, del Tigri e dell’Eufrate, sono geroglifici che rappresentano numeri fino a 1 000 000, rinvenuti nella tomba del re Narmer (prima dinastia egizia), risalente a circa 3 000 anni prima della nostra era: bastoncini per le unità, un manico di cesto per 10, un nastro arrotolato per 100, un fiore di loto per 1 000, un dito alzato per 10 000, un uccello stilizzato per 100 000, un dio per 1 000 000. La numerazione dell’antico Egitto era una numerazione per giustapposizione, che privilegiava il numero 10 e i suoi multipli e nella quale addizione e sottrazione si eseguono senza difficoltà.