L’opera letteraria di Martin Gardner è relativamente poco conosciuta nel mondo anglofono. Non sorprende che lo sia ancor meno in quello francofono, dove quasi nulla della sua vasta produzione letteraria è stato tradotto.
Novellista e romanziere
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Gardner scrisse un gran numero di racconti, a cominciare da quello intitolato Thang, apparso nel 1936 su Comment, la rivista letteraria dell’Università di Chicago. Gardner era allora studente di filosofia e lo firmò con uno pseudonimo che avrebbe riutilizzato: George Groth. Va osservato che il ricorso a pseudonimi e le pubblicazioni su riviste effimere o scomparse rendono ancora più difficile tracciare un bilancio della sua opera…
È questo scritto ad aprire The No-Sided Professor and Other Tales of Fantasy, Humor, Mystery and Philosophy, un’antologia del 1987 che riunisce 28 racconti. Uno di essi, The Horse on the Escalator, apparso su Esquire Magazine, anticipa molti aspetti che avrebbero contraddistinto l’opera letteraria di Gardner: una delle sue chiavi narrative rimanda infatti alla topologia!
Negli anni Quaranta Gardner curò, per la neonata Humpty Dumpty’s Magazine, una pagina che proponeva ai bambini attività divertenti da fare. Firmò brevi storie su un certo Humpty Dumpty Jr, figlio di Humpty Dumpty, presunto direttore della rivista. Al ritmo di otto l’anno per dieci anni, ne pubblicò ottanta. Restano inedite in volume.