Il nuovo IMC di Nick Trefethen -------------------------------
I limiti dell’indice di massa corporea (IMC), proposto da Adolphe Quetelet (vedi l’articolo a pagina 14) e reso popolare dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono noti da tempo. Quanti grandi sportivi, dal fisico slanciato, hanno un IMC superiore al valore di 25, considerato la soglia del sovrappeso? Le ragioni principali sono due: la notevole massa muscolare, la cui densità è molto superiore a quella dei tessuti adiposi, e l’altezza elevata.
Secondo il professor Nick Trefethen dell’Università di Oxford, l’IMC sovrastima infatti in modo molto netto il sovrappeso delle persone alte. Propone quindi la formula I= 1,3 x P/T2,5, dove P indica il peso espresso in chilogrammi e T l’altezza misurata in metri. Con questo indice, l’intervallo di normalità è compreso tra \[18,5 ; 25\].
Che cosa pensare di questa formula? Il fattore 1,3 non svolge ovviamente alcun ruolo. Serve soltanto a far sì che questo nuovo indice assuma valori analoghi a quelli del precedente. L’esponente 2,5, invece, cambia le cose. Quetelet aveva ben osservato che «se l’uomo crescesse in egual misura in tutte le sue dimensioni, i pesi sarebbero, alle diverse età, come i cubi delle altezze», ma aveva capito che ciò non corrispondeva affatto alla realtà. L’esponente 2 da lui proposto è invece certamente troppo basso.
Se l’indice proposto da Nick Trefethen si rivelasse più aderente alla realtà, alcune raccomandazioni dell’OMS diventerebbero obsolete. Se ne immaginano le conseguenze, considerando quanti trattamenti preventivi si basano sull’IMC. L’indice di Nick Trefethen, però, non tiene conto neppure delle caratteristiche legate alla muscolatura.