Prendete uno spago, chiudetelo incollando le due estremità: avete un nodo banale, o non-nodo (unknot per gli anglosassoni). Se prima avete annodato lo spago e poi ne incollate le estremità, vi ritrovate con un nodo a trifoglio. Insomma, fabbricare nodi è semplice.
Per un matematico, un nodo è semplicemente una curva chiusa nello spazio tridimensionale, priva di punti di intersezione. Due nodi si dicono equivalenti se è possibile deformare l’uno nell’altro senza mai tagliare la corda. Poiché per definizione i fili di un nodo sono flessibili, la matematica ha sviluppato sui nodi una teoria nell’ambito della topologia, lo studio delle forme deformabili, una sorta di «geometria della gomma», come viene talvolta chiamata.
Il nodo a trifoglio.
Due tempi, tre movimenti
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