Non si può dimenticare che Pierre de Fermat fu soprannominato il «principe dei dilettanti», tra gli altri da Eric Temple Bell nella sua opera Les grands mathématiciens, pubblicata nel 1937: un appellativo difficile da comprendere, alla luce dei suoi risultati. Eppure era proprio una persona che amava e «praticava» la matematica, ma la cui professione non era legata a questa disciplina, poiché Fermat fu soprattutto magistrato presso il parlamento di Tolosa. La sua attività scientifica e la fitta corrispondenza con gli studiosi dell’epoca esulavano completamente dalle sue funzioni in parlamento.

Pierre de Fermat (inizio del 17º secolo-1665).

La matematica, un’occupazione da privilegiati? ---------------------------------------------------
Senza risalire all’Antichità, a partire dal 13º secolo pochi matematici potevano essere definiti professionisti: gli insegnanti universitari erano pochissimi e i ricercatori ancora meno! Di fatto, per interessarsi di matematica occorreva esercitare una professione che lasciasse tempo libero, il che significava che queste persone, per lo più uomini, appartenevano ai ceti privilegiati. Oppure bisognava appartenere alla nobiltà o, più in generale, all’aristocrazia: tali condizioni lasciavano il tempo di dedicarsi alla ricerca scientifica senza doversi preoccupare di guadagnarsi da vivere!