Petrolio: un picco… della domanda -------------------------------
La curva a campana seguita dalla produzione di ogni materia prima è nota come curva di Hubbert, dal nome del geofisico statunitense Marion King Hubbert (1903–1989). La matematica permette di giustificarne l’andamento: le riserve di una risorsa non rinnovabile sulla Terra sono espresse, in una certa unità, da un numero finito; l’area della curva di consumo di tale risorsa, che corrisponde alla quantità totale consumata, è finita; la funzione rappresentata dalla curva tende a 0 all’infinito; se la funzione è continua, allora raggiunge un massimo.
Fu nel 1956 che Hubbert elaborò il concetto di picco petrolifero. Sessant’anni dopo, se ne discute ancora! Si continuano a scoprire nuovi giacimenti. Per esempio, nella primavera del 2018 è stato scoperto, al largo del piccolo arcipelago del Bahrein (Medio Oriente), un giacimento di 80 miliardi di barili di petrolio. Per dare un’idea, questa quantità equivale da sola a due anni e mezzo di consumo mondiale. Così, più il tempo passa, più tende ad aumentare la durata delle riserve accertate, al ritmo produttivo attuale. La stima più diffusa è di una cinquantina d’anni. Il picco, se esiste, sarà piuttosto quello della domanda!
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I prezzi del petrolio… scollegati dal mercato ------------------------------------------
Entro il 2030, per effetto degli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati dalle grandi potenze mondiali, il consumo di petrolio potrebbe diminuire a vantaggio dell’elettricità, sospinta dai nuovi usi. Ma come vengono determinati, in realtà, i prezzi del petrolio?
In meno di un anno, il barile di Brent, quello di riferimento in Europa, è passato da 45 a quasi 80 dollari, ancora ben lontano dai 140 dollari del picco del 2008. Il prezzo del petrolio non riflette soltanto lo stato dell’offerta e della domanda (il «mercato»), ma anche le previsioni degli analisti, che dispensano consigli agli speculatori. Questi ultimi guadagnano dalla volatilità delle quotazioni, non dal loro livello! Sono in agguato per cogliere ogni segnale: crollo della produzione venezuelana, rischi geopolitici (Iran, Yemen), strategia dei grandi produttori (Arabia Saudita, Russia)… Ogni giorno, i volumi di petrolio virtuale scambiati rappresentano in media trentacinque volte la produzione di petrolio reale.