In quale ambito di ricerca si colloca la sua tesi?
Il mio lavoro riguarda lo studio delle soluzioni delle equazioni di Einstein della relatività generale. Le equazioni di Einstein sono equazioni alle derivate parziali – più precisamente, equazioni d’onda non lineari – e il mio ambito matematico è l’analisi matematica. La relatività generale è formulata grazie a concetti provenienti dalla geometria, e diverse idee e strumenti presenti nella mia tesi derivano anch’essi dagli ambiti della geometria differenziale, riemanniana e lorentziana.
Perché ha scelto questo argomento?
Mi piace comprendere la fisica attraverso la matematica: è magnifico poter «vedere» il comportamento di un campo elettromagnetico o di un fluido soltanto a partire da equazioni semplici, come le equazioni di Maxwell o di Navier‒Stokes, e da strumenti matematici molto generali (trasformata di Fourier, calcolo differenziale…). Fin dai primi anni delle classi preparatorie a Lione ho anche voluto capire i grandi concetti geometrici di cui sentivo parlare: «varietà», «curvatura»… Il fatto che questi concetti geometrici potessero avere un legame con la fisica mi ha sempre affascinato. Ma, in pratica, ciò che mi è sempre piaciuto fare è l’analisi: manipolare epsilon, determinare comportamenti asintotici, studiare soluzioni di equazioni differenziali. Si ha davvero l’impressione di «sporcarsi le mani»! Sotto la guida di Jérémie Szeftel, presso il Laboratoire Jacques-Louis-Lions della Sorbonne Université (Parigi), l’analisi matematica delle equazioni di Einstein mi ha permesso di combinare questi tre aspetti: la fisica matematica, la geometria e l’analisi. È per questo che ho scelto questo argomento di tesi.
Come si inserisce questa tesi nei suoi progetti?
Attualmente sono ricercatore post-dottorato alla Westfälische-Wilhelms Universität Münster (Germania). Ora lavoro sulle soluzioni delle equazioni di Einstein attorno ai buchi neri di Kerr-anti-de Sitter.