-
Ambizione: un punto di riferimento su scala europea -----------------------------------------------
Il gruppo guidato da Cédric Villani non ha lesinato sui mezzi nella preparazione del rapporto, disponibile all’indirizzo https://www.aiforhumanity.fr : centinaia di audizioni di esperti, la presa in considerazione di numerosi contributi dei cittadini, grande cura per la qualità e la chiarezza della redazione… Rigoroso nei termini impiegati e didattico nell’esposizione della situazione, questo lungo testo è corredato da cinque «focus» settoriali: istruzione, sanità, agricoltura, trasporti, difesa e sicurezza. Il rapporto è, come ci dicono i suoi autori, «redatto per consigliare il governo, con l’azione e l’efficacia nel mirino», con l’ambizione di diventare un punto di riferimento su scala europea.
Si propone inoltre di triplicare entro il 2020 il numero di persone formate in IA in Francia, il che imporrà la creazione di nuovi percorsi formativi. Infine, il rapporto raccomanda di attuare un’audace politica per accrescere la presenza femminile nel settore dell’IA, portando entro il 2020 al 40% la quota di donne in questo ambito.
-
Il ruolo dei dati -----------------
Una quarantina di pagine sono dedicate alla materia prima dell’intelligenza artificiale: i dati. Il rapporto raccomanda di favorirne l’accesso a tutti e di agevolarne la circolazione e la condivisione, proponendo la creazione di piattaforme dedicate in collaborazione con altri paesi europei. Raccomanda inoltre la costituzione di una rete di ricerca d’eccellenza, dotata di specifiche agevolazioni che consentano di far fronte alla fuga di cervelli oggi osservata tanto verso i grandi organismi stranieri quanto verso le imprese del settore privato. Infine, il rapporto non ignora le questioni etiche poste dalle profonde trasformazioni che l’intelligenza artificiale può produrre nella nostra società.
-
Quanto costerà? ----------------
Posto deliberatamente sotto il segno dell’azione e dell’efficacia, il rapporto Villani avanza numerose proposte concrete. Restano tuttavia alcune questioni. La prima riguarda i finanziamenti, tanto degli strumenti di calcolo quanto degli stipendi, dei costi umani e sociali generati dalla trasformazione delle condizioni di lavoro, o ancora dalla modifica dell’insegnamento. Mentre il rapporto «France IA» del 2017 (disponibile online) riportava delle stime economiche, questo non lo fa: riconosce ripetutamente che i finanziamenti possono porre problemi, senza mai fornire maggiori dettagli. Il rapporto sembra inoltre privilegiare soprattutto la fase a monte, ossia la ricerca, a scapito della fase a valle, cioè le ricadute nella società. Offrire a tutti una cultura generale dell’algoritmica fin dal primo anno della scuola primaria è una delle strade indicate per radicare l’IA in Francia. Quanto ai dati, trattati ampiamente nel rapporto, la proposta di renderli maggiormente accessibili potrebbe entrare in conflitto con la recente introduzione del regolamento generale sulla protezione dei dati. Come si articoleranno questi due principi?