Uno scienziato di salde convinzioni -------------------------------------
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*La notizia della morte di Jean-Pierre Kahane, avvenuta lo scorso 21 giugno all’età di 90 anni, ha suscitato una profonda tristezza in tutti coloro che lo hanno conosciuto. La sua personalità così affascinante e il suo sguardo scintillante d’intelligenza colpivano fin dal primo incontro.
Figlio di un biochimico di origine romena, Jean-Pierre Kahane entrò all’École normale supérieure nel 1946 e, tre anni dopo, si classificò primo all’agrégation di matematica; entrò subito al CNRS. Nel 1954 discusse la tesi sotto la direzione di Szolem Mandelbrojt e divenne docente all’università di Montpellier. Nominato professore nel 1957, nel 1961 fu chiamato a Paris-Sud, a Orsay, università che presiedette dal 1975 al 1978. Entrò nell’Accademia delle scienze nel 1999. I suoi lavori riguardano l’analisi armonica, soprattutto le serie e le trasformate di Fourier.
Non si può comprendere Jean-Pierre Kahane senza parlare del suo impegno per l’insegnamento e per la giustizia sociale. Il primo si tradusse in iniziative all’interno della Société mathématique de France, che presiedette dal 1971 al 1974, e alla guida della Commissione internazionale per l’insegnamento della matematica. Il secondo lo visse attraverso la sua adesione al Partito comunista, che mantenne fino alla fine. Yves Meyer, premio Abel 2017, testimonia: «Jean-Pierre Kahane è una delle menti più originali che conosca.»
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Jean-Pierre Kahane: «La foresta matematica si è ripresa i suoi diritti» --------------------------------------------------------------------
«L’analisi matematica, così come la praticava S. Mandelbrojt, aveva ben poco a che vedere con ciò che un celebre autore dell’epoca [il collettivo di matematici Nicolas Bourbaki] chiamava “le strutture fondamentali dell’analisi”. L’analisi “reale”, l’analisi “complessa”, le funzioni infinitamente derivabili, le serie trigonometriche, le serie di Taylor, le serie di Dirichlet e la teoria dell’approssimazione vi si intrecciavano inestricabilmente. Per la prima volta, con S. Mandelbrojt, ebbi la sensazione della foresta vergine, con i suoi problemi intrecciati, il suo groviglio brulicante di idee e metodi, la sua rigogliosa ricchezza, ma anche la difficoltà di addentrarvisi. In realtà, per più di trent’anni ho continuato a scoprire nuove meraviglie in quella che viene chiamata analisi classica — ossia l’analisi che Hadamard e Lebesgue conoscevano o avrebbero potuto conoscere.
La cosa più strana di questa foresta vergine è che non è affatto vergine: è il frutto dell’opera incrociata di cento giardinieri. Di tanto in tanto, una squadra di giardinieri tenta di mettervi un po’ d’ordine; così si aprono nuove prospettive e si introducono nuovi punti di vista. Proprio nel 1950, la tendenza sembrava andare verso un ordinamento alla francese. Bourbaki aveva tracciato grandi viali; il parco era appena stato aperto al pubblico ed era così bello che qualcuno poteva credere che quell’assetto fosse fissato per l’eternità. […] Ero sotto questa grande influenza quando S. Mandelbrojt mi rivelò il suo angolo di foresta, con la sua storia e i suoi recessi nascosti. Da allora la foresta matematica si è ripresa i suoi diritti, e ora sappiamo che occorrono continuamente migliaia di operai per mantenerla e svilupparla. […]
Nella foresta matematica mi è capitato di aprire alcuni passaggi o di accorciare certi cammini. Tuttavia, i miei gusti e le mie capacità mi hanno portato più verso le piante rare e le forme strane che verso gli allineamenti maestosi. Se dovessi giustificarmi, mi basterebbe ricordare che, fra gli oggetti matematici oggi più consueti, molti furono a loro tempo irrazionali, immaginari, singolari, esotici… Le curve bizzarre, gli insiemi contorti seguiranno forse la stessa strada, se è vero che prima di germogliare nel nostro spirito erano già nella natura. E non c’è forse qualche ragione per pensare che sia così?»
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Jean-Pierre Kahane, Notices sur les titres et travaux scientifiques de Jean-Pierre Kahane, 1981. ------------------------------------------------------------------------------------------------
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Testimonianze -----------
«Veniva regolarmente all’Espace Tangente»
«Innumerevoli testimonianze sono giunte spontaneamente alla redazione di Tangente per sottolineare la personalità universalmente apprezzata di Jean-Pierre Kahane. Per una straordinaria coincidenza, le nostre strade si sono spesso incrociate fin dai tempi in cui, da giovane allievo dell’École normale, seguivo i suoi corsi di analisi all’università di Orsay, dove chiedeva a un piccolo gruppo di studenti motivati, di cui facevo parte, di redigere le dispense da distribuire a tutti. Quarantacinque anni dopo, il rapporto continuava. Abitando non lontano dall’Espace Tangente, veniva regolarmente a conversare con i membri della redazione e a esaminare con attenzione le nostre pubblicazioni.»
Gilles Cohen, direttore della redazione di Tangente
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«Eccezionale sotto molti aspetti» ----------------------------------
«Jean-Pierre Kahane era eccezionale sotto molti aspetti e nutrivo per lui una profonda ammirazione. […] Le nostre strade si sono spesso incrociate, prima nel comitato scientifico degli IREM (Instituts de recherche sur l’enseignement des mathématiques), poi alla CREM (Commission de réflexion sur l’enseignement des mathématiques), alla CFEM (Commission française pour l’enseignement des mathématiques) e, più di recente, nel comitato scientifico di Math.en.Jeans. […]
Lo intervistai nel 2007. Era appassionante. Ho rivisto quell’intervista lo scorso anno, quando mi è stato chiesto di ricordare il suo impegno per l’insegnamento […]. Non aveva una ruga in più\*. Sì, resterà nei nostri ricordi come una persona il cui impegno, nelle molteplici forme che assunse, fu eccezionale.»
Michèle Artigue, ricercatrice in didattica della matematica
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Jean-Pierre Kahane

al congresso

Math.en.Jeans 2016.

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«Al servizio dell’insegnamento della matematica» --------------------------------------------------
«Abbiamo appreso con grande tristezza ed emozione della morte di Jean-Pierre Kahane. Numerose testimonianze sono giunte alla CFEM, rendendo omaggio alla sua eccezionale produzione scientifica, al suo impegno nella società, al suo gusto per la mediazione, alla sua notevole intelligenza e alla vivacità che dimostrò fino agli ultimi giorni. A nome della CFEM, di cui era presidente onorario e presso la quale rappresentava l’Accademia delle scienze, vorrei sottolineare il suo impegno, altrettanto eccezionale, al servizio dell’insegnamento della matematica. Il pomeriggio dedicato all’insegnamento durante la conferenza organizzata lo scorso anno a Orsay in occasione del suo 90º compleanno fu l’occasione per ricordare tale impegno: il suo ruolo decisivo alla presidenza dell’ICMI dal 1983 al 1989, il suo costante sostegno alla rete degli IREM, di cui presiedette il comitato scientifico dal 1997 al 1999, la sua magistrale presidenza della CREM, i cui rapporti sono divenuti testi di riferimento…»
Edwige Godlewski, presidente della CFEM
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«Le filastrocche fanno eco ai racconti» --------------------------------------
«Quando, nel 2002, pensando che Jean-Pierre Kahane, a partire dalla sua grande idea dei “laboratori di matematica” nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, potesse interessarsi a un’esperienza di insegnamento nella scuola primaria “fondata sulla lingua e sul significato”, gli chiesi qualche parola di prefazione per accompagnarne il resoconto, ebbi la grande gioia di vederlo accettare con assoluta semplicità. E poi quella, rara, di leggere nel corso del testo queste parole dalla sua penna: “ Conti per piccoli e grandi, non è che un gioco di parole. In spagnolo e portoghese, contar significa sia contare sia raccontare. In tedesco, Zahl è il numero ed erzälhen raccontare. In tutte le civiltà le filastrocche fanno eco ai racconti.“
Non ci dimostra forse che si può essere grandi, anzi grandissimi, senza aver “dimenticato” che un sapere “comincia”, con gentilezza ma con rigore, con i piccoli?»
Stella Baruk, autrice di opere innovative di pedagogia della matematica, membro del comitato di redazione di Tangente
Anche la Société mathématique de France ha messo online una selezione di testimonianze e un articolo di Jean-Pierre Kahane.