L’affare dei cammelli
Diciassette cammelli: un’eredità impossibile da dividere? Questo enigma orientale, un po’ paradossale, offre una lezione di saggezza matematica.

Diciassette cammelli: un’eredità impossibile da dividere? Questo enigma orientale, un po’ paradossale, offre una lezione di saggezza matematica.

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Le ricreazioni matematiche sono molto presenti nella tradizione arabo-musulmana, ma a quanto pare non sono state oggetto di raccolte. Alcuni esempi, molto noti in Europa, costituiscono vere sfide per lo storico che voglia ricostruirne la circolazione.

Gli enigmi fanno parte della cultura umana fin dalla più remota Antichità. La loro invenzione fu dapprima legata alla mitologia o alla religione, prima di diventare gradualmente un puro gioco intellettuale, indipendente da ogni finalità o applicazione pratica.

Dividere un’eredità può sembrare una questione matematica di scarso interesse. Eppure al-Khwarizm vi si dedicò in gran parte della sua opera, poiché vi scorgeva un terreno di gioco privilegiato per l’algebra.

Se il concetto generale di frazione era assente dalla matematica dell’Alta Antichità, gli scribi egizi manipolavano nondimeno ampiamente quelle che oggi chiamiamo frazioni unitarie, o aliquote. Sviluppata da Fibonacci, questa matematica, detta «elementare», è ancora oggetto di ricerca nella teoria dei numeri.
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