Il pittore e scultore britannico Anthony Hill (nato nel 1930) fu una delle figure di punta del constructionist group, la rinascita londinese del costruttivismo nel dopoguerra. Negli anni Cinquanta si interessò da vicino a ogni sorta di oggetto matematico, in particolare alla rappresentazione dei grafi completi (vedi riquadro). Fin qui nulla di insormontabile: basta scegliere un certo numero di punti e collegarli tutti tra loro con degli archi.
Una delle domande che si ponevano l’artista e il suo collega John Ernest (1922–1994), un americano stabilitosi a Londra dal 1951 e al quale si deve in particolare il nastro di Möbius in legno e metallo della collezione nazionale d’arte moderna internazionale Tate, era questa: quanti incroci avrebbe avuto al minimo il disegno finale, se ci si fosse concessi di deformare i lati quanto si voleva?
riquadro
Un minimo di incroci per un massimo di rettangoli? --------------------------------------------------------