È un linguaggio imperativo, procedurale e fortemente tipizzato, diretto discendente dell’Algol (Algorithmic Oriented Language), linguaggio su cui Wirth lavorava quando scrisse la specifica del Pascal nel 1968. Poiché la celebre pascalina, la prima macchina calcolatrice realmente operativa, può essere considerata una lontana antenata del computer, questo linguaggio fu battezzato in onore di Blaise Pascal. Si può anche immaginare che il fatto che il nome «Pascal» inizi con «P», come «programma», e finisca in «al», come «Algol» o «algoritmo», non sia estraneo alla scelta di Wirth.
I compilatori Pascal videro la luce negli anni Settanta, seguiti negli anni Ottanta dalla popolarissima versione TurboPascal della società Borland. Questa versione offriva un ambiente di sviluppo in cui bastava fare clic su un pulsante per eseguire il programma che si aveva davanti agli occhi. Basta con le fasi di compilazione, collegamento ed esecuzione: all’epoca era una rivoluzione! La programmazione era finalmente alla portata di tutti.
I linguaggi Modula-2, LTR3 e Ada sono diretti discendenti del Pascal, nato come linguaggio pensato per l’apprendimento della programmazione. Il Pascal è un linguaggio semplice che segue i precetti della programmazione strutturata: un programma è un assemblaggio di procedure, a loro volta composte da blocchi condizionali (if ) e cicli (repeat, for, while), che iniziano con l’istruzione «BEGIN» e terminano con «END». Pascal è un linguaggio a tipizzazione statica e forte: tutte le variabili hanno un tipo definito al momento della compilazione.

Il computer Lilith, sviluppato dal gruppo di Niklaus Wirth all’ETH.