Nell’elenco dei problemi proposti dal matematico tedesco David Hilbert nel 1900, il sesto chiedeva di assiomatizzare i settori della fisica in cui la matematica riveste un ruolo preponderante.
Il premio assegnato alla ricercatrice francese, che condivide con l’italiano Camillo de Lellis (Institute for Advanced Study, Princeton, New Jersey) e l’americano Lawrence Guth (Massachusetts Institute of Technology), fu istituito dall’AMS nel 1923 in memoria del matematico americano Maxime Bôcher. Ogni tre anni premia un’importante pubblicazione di ricerca nel campo dell’analisi apparsa nei sei anni precedenti. È il caso di Laure Saint-Raymond, nata nel 1975, che ha già ricevuto numerosi altri premi (premio 2008 della Società matematica europea, premio Ruth-Lyttle-Satter 2009 dell’AMS, premio Irène-Joliot-Curie 2011, premio Fermat 2015…). Questa volta sono stati premiati in particolare due suoi lavori. Il primo, realizzato in collaborazione con Thierry Bodineau (CNRS) e Isabelle Gallagher (ENS Paris), spiega come collegare la dinamica di N particelle rigide di raggio r al moto browniano quando N tende all’infinito e r a 0. È proprio questa la questione legata al sesto problema di Hilbert. L’altro, realizzato con Anne-Laure Dalibard (Sorbonne Universités), approfondisce la comprensione delle interazioni tra la geometria delle coste e la circolazione oceanica.